|
Davide Orlandi Dormino | Quel che
resta – memoria necessaria
opening - 7 maggio, ore 19:00
fino al 13 giugno 2009
Giovedì 7 maggio
2009, dalle ore 19:00, la galleria Dora Diamanti arte contemporanea
inaugura Quel che resta – memoria necessaria, mostra personale di
Davide Orlandi Dormino a cura di Micol Di Veroli.
Nella mostra Quel che resta Davide Orlandi Dormino presenta al
pubblico due installazioni scultoree appositamente create per
l’evento ricostituendo l’ambivalenza della pagina bianca in
relazione all’esperienza umana attraverso una vera e propria camera
della memoria. Mediante un gesto che espande la percezione visiva
l’artista ricopre il suolo dello spazio espositivo posto al livello
superiore di fogli marmorei che si stagliano attoniti ed onniscenti
come monumenti simbolo del simbolo stesso. Storie avvolte da una
dissolvenza in bianco dove si odono i passi di una città
immaginaria, l’eco di voci che sfumano nel silenzio, lo scorrere
fluido ed intenso dell’inchiostro in mille parole mai scritte.
Nello spazio espositivo posto al livello inferiore, Davide Orlandi
Dormino immerge le sue pagine in una vasca di ferro colma di liquido
che le preserva e le rende inavvicinabili al tempo stesso. Una sorta
di amnio che racchiude i sogni, gli enigmi ed i giorni ancora da
vivere, una finestra aperta sull’ignoto in cui il bianco dei
pensieri naviga ininterrottamente e senza approdo. Come all’interno
di un processo di sviluppo fotografico i fogli attendono in un
margine di tempo labile, impercettibilmente mosso, un attimo prima
che l’immagine si formi. L’immagine dello spettatore, il suo
immaginario deve fissarsi sulle pagine bianche, questa è la volontà
dell’artista che lascia libero arbitrio emozionale a chi si pone
innanzi alle sue opere.
Davide Orlandi Dormino con le sue installazioni si interroga sulla
fisicità della materia reale e sull’importanza del tempo, cambiando
la leggera massa della cellulosa con la fermezza del marmo, quasi a
voler sottolineare l’importanza della stabilità di una pagina bianca
simulacro della memoria che altrimenti volerebbe via leggera,
trascinata dal vento.
|